Bullismo e Cyberbullismo
Quando uno scherzo fa male, non è più uno scherzo
Avvocato per bullismo e cyberbullismo a Monza, Milano e Concorezzo
Scoprire che un figlio è vittima di bullismo o cyberbullismo può mettere una famiglia davanti a domande difficili: quanto è grave ciò che sta accadendo? Bisogna parlare con la scuola? È necessario conservare messaggi e screenshot? Quando un comportamento supera il limite dello scherzo? E quando è opportuno rivolgersi a un avvocato? Lo Studio Ora Legale dell’Avv. Cristina Tomba offre assistenza legale in materia di bullismo e cyberbullismo a Concorezzo, Monza, Milano, in Brianza e nelle rispettive province, aiutando genitori e minori a comprendere la situazione e a individuare gli strumenti più adeguati per intervenire.
La materia ha assunto negli ultimi anni una rilevanza crescente anche sul piano normativo. Alla Legge n. 71 del 2017, originariamente dedicata alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo, si è aggiunta la Legge n. 70 del 17 maggio 2024, entrata in vigore il 14 giugno 2024, che ha esteso espressamente la disciplina anche al bullismo e rafforzato gli strumenti di prevenzione e tutela.
Che cosa si intende per bullismo?
Non ogni litigio tra ragazzi è bullismo e non ogni comportamento sgradevole assume automaticamente rilevanza giuridica.
La normativa oggi definisce il bullismo facendo riferimento ad aggressioni o molestie reiterate, commesse da una persona o da un gruppo ai danni di uno o più minori, capaci di provocare ansia, timore, isolamento o emarginazione attraverso comportamenti vessatori, violenze fisiche o psicologiche, minacce, ricatti, offese, derisioni, furti o danneggiamenti e altre condotte indicate dalla legge.
Per una famiglia è però più importante comprendere i fatti che attribuire immediatamente loro un'etichetta. Occorre ricostruire cosa sia accaduto, da quanto tempo, con quale frequenza, quali persone siano coinvolte e quali conseguenze il comportamento stia producendo sul minore.
Che cos'è il cyberbullismo?
Il cyberbullismo porta determinate forme di aggressione e prevaricazione nell'ambiente digitale, dove contenuti e comportamenti possono raggiungere rapidamente un pubblico molto ampio.
Messaggi offensivi, molestie attraverso chat, diffusione di immagini o video, creazione di profili o contenuti denigratori, esclusione deliberata da gruppi online e altre condotte realizzate mediante strumenti telematici possono richiedere un intervento specifico.
La caratteristica dell'ambiente digitale è particolarmente delicata: un contenuto può essere copiato, condiviso, inoltrato o pubblicato nuovamente, rendendo più difficile limitarne la circolazione.
Per questo, davanti a un possibile caso di cyberbullismo su WhatsApp, Instagram, TikTok, social network, videogiochi online o altre piattaforme, è importante evitare reazioni impulsive e valutare correttamente come documentare ciò che sta accadendo.
Cosa possono fare i genitori quando sospettano un caso di bullismo?
Il primo errore da evitare è sottovalutare automaticamente ciò che il ragazzo racconta. Il secondo è reagire senza avere prima ricostruito i fatti.
Cambiamenti improvvisi nel comportamento, paura di andare a scuola, isolamento, difficoltà nel sonno, perdita di interesse per attività abituali o un rapporto improvvisamente problematico con smartphone e social possono rappresentare segnali da approfondire, ma non costituiscono da soli la prova dell'esistenza di bullismo.
Quando emergono episodi concreti è utile ricostruire date, luoghi, persone coinvolte, eventuali testimoni, comunicazioni ricevute e interventi già richiesti alla scuola.
Nel cyberbullismo assume particolare importanza anche la corretta conservazione degli elementi digitali disponibili.
Screenshot, messaggi, foto e video: perché è importante conservare le prove
Quando gli episodi avvengono online, l'istinto può essere quello di cancellare immediatamente tutto ciò che fa stare male il ragazzo.
Prima di farlo può però essere importante valutare la conservazione di messaggi, email, screenshot, fotografie, video, URL, nomi dei profili e altre informazioni che consentano di ricostruire quanto accaduto.
Uno screenshot isolato, tuttavia, non racconta necessariamente l'intera vicenda. Data, contesto, provenienza e sequenza delle comunicazioni possono essere rilevanti.
L'assistenza legale può aiutare la famiglia a comprendere quali elementi sia opportuno conservare e quali iniziative intraprendere, evitando comportamenti che possano aggravare la situazione o compromettere informazioni utili.
Bullismo a scuola: quali responsabilità ha l'istituto?
La scuola svolge un ruolo centrale nella prevenzione e nel contrasto di questi fenomeni.
La disciplina aggiornata nel 2024 prevede, tra l'altro, che ogni istituto scolastico adotti un codice interno per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo e istituisca un tavolo permanente di monitoraggio con rappresentanti degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie ed esperti del settore.
Quando gli episodi avvengono nell'ambiente scolastico è quindi importante comprendere cosa sia stato comunicato all'istituto, quali interventi siano stati adottati e se la situazione continui nonostante le segnalazioni.
Il rapporto con la scuola non dovrebbe essere necessariamente impostato come uno scontro: l'obiettivo prioritario deve essere interrompere i comportamenti dannosi e creare condizioni che consentano al minore di frequentare l'ambiente scolastico in sicurezza e serenità.
Quando il bullismo può avere conseguenze legali?
“Bullismo” e “cyberbullismo” descrivono fenomeni che possono comprendere comportamenti molto differenti. Le conseguenze giuridiche dipendono quindi dalle singole condotte concretamente poste in essere.
Minacce, aggressioni, lesioni, danneggiamenti, molestie, diffusione di determinati contenuti o altri comportamenti possono assumere una propria rilevanza giuridica quando ne ricorrono i presupposti.
Per questo non è corretto affermare che ogni episodio di bullismo costituisca automaticamente uno specifico reato. È necessario esaminare che cosa sia realmente accaduto, l'età delle persone coinvolte, le modalità della condotta e le conseguenze prodotte.
In alcune situazioni possono inoltre emergere profili civilistici e questioni relative alle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.
Cyberbullismo e rimozione dei contenuti online
Una delle esigenze più urgenti per chi subisce cyberbullismo può essere quella di fermare la diffusione di un contenuto lesivo.
La disciplina italiana sul cyberbullismo prevede specifici strumenti relativi a oscuramento, rimozione o blocco dei dati personali diffusi online in determinate circostanze. La Legge n. 71/2017 ha introdotto una tutela specifica per i minori e la successiva normativa ne ha ampliato il quadro di prevenzione e contrasto.
La procedura concretamente utilizzabile dipende però dalla natura del contenuto, dall'età del minore, dalla piattaforma interessata e dalle caratteristiche del caso.
Agire tempestivamente può essere importante, soprattutto quando fotografie, video o informazioni personali continuano a circolare.
Il minore autore di bullismo deve essere tutelato?
Sì, anche questo è un aspetto fondamentale.
La normativa non considera soltanto i minori vittime, ma prevede una strategia di attenzione e tutela anche nei confronti dei minori responsabili di condotte illecite, privilegiando interventi di carattere formativo ed educativo.
Un ragazzo che abbia commesso un comportamento grave deve assumersi le proprie responsabilità, ma rimane un minore e ha diritto a essere assistito e tutelato.
Per questo lo Studio può intervenire anche quando una famiglia scopre che il proprio figlio è accusato di bullismo o cyberbullismo. Comprendere cosa sia realmente accaduto, quali responsabilità possano emergere e quale percorso sia più appropriato è essenziale anche in questi casi.
Bullismo, cyberbullismo e responsabilità dei genitori
Quando sono coinvolti minorenni, i genitori si chiedono frequentemente se possano essere chiamati a rispondere delle condotte dei figli.
Non esiste una risposta automatica valida per ogni situazione. Occorre considerare l'età del minore, il tipo di comportamento, il contesto nel quale si è verificato e le specifiche regole applicabili.
Proprio per questo è importante evitare conclusioni affrettate del tipo “sono minorenni, quindi non succede nulla” oppure, all'opposto, ritenere che qualsiasi comportamento produca necessariamente conseguenze penali.
La valutazione deve essere effettuata sul singolo episodio e sull'intera situazione nella quale si inserisce.
Quando rivolgersi a un avvocato per bullismo o cyberbullismo?
Una consulenza legale può essere utile quando gli episodi sono ripetuti, quando il minore manifesta paura o forte disagio, quando sono presenti minacce o aggressioni, quando fotografie, video o messaggi vengono diffusi online, quando gli interventi già richiesti non hanno interrotto la situazione oppure quando la famiglia non sa quali passi compiere.
Può essere altrettanto importante rivolgersi a un avvocato quando il proprio figlio viene accusato di essere autore di comportamenti di bullismo o cyberbullismo.
L'obiettivo della consulenza iniziale è ricostruire i fatti, comprendere quali profili giuridici possano emergere e individuare gli strumenti più adeguati, senza trasformare automaticamente ogni problema tra ragazzi in una battaglia giudiziaria.
Avvocato per bullismo e cyberbullismo a Concorezzo, Monza, Milano e Brianza
L'Avv. Cristina Tomba si occupa di diritto minorile e delle problematiche connesse a bullismo e cyberbullismo, ambiti nei quali competenza giuridica e conoscenza delle dinamiche che coinvolgono bambini, adolescenti e famiglie devono necessariamente procedere insieme.
Lo Studio Ora Legale assiste minori e genitori a Concorezzo, Monza, Milano, in Brianza e nelle rispettive province, intervenendo sia a tutela di chi subisce comportamenti di bullismo o cyberbullismo sia nell'assistenza delle famiglie di ragazzi ai quali tali comportamenti vengono contestati.
Ogni situazione viene affrontata partendo dai fatti e dalla tutela del minore, valutando il rapporto con la scuola, gli eventuali elementi digitali disponibili e gli strumenti civili, penali o di altra natura concretamente applicabili.
Perché dietro un episodio di bullismo non ci sono soltanto una vittima e un responsabile: ci sono spesso ragazzi che hanno bisogno che gli adulti comprendano ciò che sta accadendo e intervengano nel modo giusto, prima che le conseguenze diventino più gravi.
